Avvisi per la salute sui videogiochi come sulle sigarette?

Un report del Times Online indica che un rapporto del primo ministro inglese suggerisce l’inserimento di un box, aggiuntivo rispetto al rating per l’età, sopra le confezioni dei videogiochi, simile a quello presente sulle sigarette, per indicare i possibili “danni alla salute” in caso di utilizzo inappropriato degli stessi. Che si intende come utilizzo in età non ammessa dalle indicazioni del rating. A questo proposito si raccomanda anche ai rivenditori di non vedere materiale vietato a determinate fasce di età a clienti di età inferiore, pena fino a 5 anni di carcere. Il rapporto, commissionato dal primo ministro in seguito alle crescenti preoccupazioni e polemiche sul tema dei contenuti “a rischio” dei videogiochi, conclude riconoscendo che questi ultimi possono effettivamente causare danni nell’equilibrio della formazione e della percezione della realtà dei bambini, incidere sul loro sistema di valori e desensibilizzarli alla violenza. Diventa dunque estremamente importante assicurarsi che i consumatori abbiano accesso solo a prodotti adatti per la relativa fascia di età alal quale appartengono. Lo stesso metro di giudizio viene applicato, come è giusto, anche ad altre realtà mediatiche, quali la pornografia, con particolare riferimento ai rischi di Internet. I genitori sono invitati a trattare l’utilizzo dell’online da parte dei propri bambini con accortezza, ad esempio spostando i terminali da cui hanno accesso alla rete in stanze della casa più controllabili, quali il salotto, piuttosto che lasciarli nell’isolamento delle loro camerette. “Non mandereste i vostri bambini in piscina senza insegnargli a nuotare, vero? Allo stesso modo perchè lasciarli andare online senza insegnargli a gestire i rischi?” Se ci è concesso di dire la nostra, chi vi scrive si trova perfettamente in linea con tale ragionamento, che prevede una gestione dei prodotti che raggiungano il target per cui sono destinati, entrando in un clima responsabile piuttosto che repressivo e censorio. Ci auguriamo che sia un buon inizio.
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- 27 Marzo 2008
















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